Arrivare a Favignana è come “immergersi” nella storia. Dal mare si arriva oggi con agili catamarani veloci della compagnia di navigazione, ma per secoli e millenni sono transitate le barche dei tonnatori, le muciare, dei pirriaturi, gli schifazzi e ancora prima i vascelli genovesi e veneziani che oltre a farsi la guerra erano mercanti di pesce e di derrate alimentari, e ancora prima le temibili quinquireme romane e cartaginesi, e ancora prima ? I tranquilli Fenici, alla conquista del mediterraneo, con le enormi navi commerciali, le gaulos e i Greci con le imbattibili triremi… fino al mito di Ulisse… e ancora prima dai cacciatori e raccoglitori primitivi che raggiungevano queste terre, un tempo unite alla Sicilia !

Ma l’apice dei fasti delle Egadi lo portarono le navi dei Florio, nell’800, e quando Donna Franca arrivava a Favignana con il suo Yacht Aegusa era una festa, le Isole erano tutte impegnate nella lavorazione del Tonno, l’economia, la vita, il tempo era segnato non dai ritmi delle stagioni ma da quello della tonnara, e due erano i luoghi dove la vita scorreva soprattutto a Favignana, la Camparia e gli stabilimenti della Tonnara, anche nell’isola di Formica.

E proprio questi due luoghi oggi sono dei stupendi musei visitabili: il primo, privato, aperto nel periodo estivo, è la Camparia (vedi articolo qui), l’altro appunto è l’ex stabilimento Florio, museo regionale, gestito dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani.
Il grande stabilimento era la fabbrica del tonno, dalla pesca, con il metodo della mattanza, all’inscatolamento: veniva tutto fatto dentro questo borgo, aperto al mare e collegato alla terra, una terra da sempre meravigliosa per ambienti unici e selvaggi, che ancora oggi attira l’attenzione degli amanti della natura sia a terra che a mare. Migliaia erano i lavoratori, tutte le famiglie dell’isola erano impegnate con le attività della tonnara.

Questo mio articolo non vuole essere un racconto della storia dell’Isola e neppure dei Florio, tantomeno della vita dei favignanesi, sarebbe sciocco, migliaia sono i testi che parlano di questo periodo storico delle Isole Egadi e della Sicilia intera quale periodo più florido per l’economia di questa parte della Sicilia.
Mi limiterò a raccontare la mia esperienza, fatta qualche anno fa, nella visita allo Stabilimento Florio, oggi un bel museo, che da quest’anno (2026) apre anche nei weekend del periodo autunnale grazie all’impegno profuso dall’amministrazione locale e dalla soprintendenza.
Per chi vuole approfondire gli aspetti tecnici può leggere questo interessante articolo su: archeologiaindustriale.net

Innanzitutto ho avuto l’onore di essere accompagnato, nella visita della struttura, dal grande e indimenticato Peppe Nue, Giuseppe Giangrasso, nella foto di copertina con me il 30 luglio 2018, che ci ha lasciati il 15 marzo 2023, ultimo custode dello stabilimento e, insieme a tanti altri suoi colleghi, memoria storica dello stesso: lui era chi “tagliava le teste” ai tonni, infatti ognuno aveva il suo ruolo e a lui toccava questa parte di lavoro.
Parlare con quest’uomo ha segnato per sempre il mio amore per queste isole, ne ero già frequentatore ma il suo imprinting e quello, solo troppo veloce, di una stretta di mano con il compianto Rais Gioacchino Cataldo, hanno fatto il resto, facendomi letteralmente innamorare delle Isole. Dedico a loro questo articolo.


Per visitare il museo e perchè no anche Favignana, si può sfruttare un bel weekend autunnale, una tranquilla giornata tra venerdì e domenica per andare e tornare anche nello stesso giorno dedicando alla visita dello stabilimento almeno un paio di ore della giornata.
Per conoscere orari e date di apertura meglio informarsi prima di pianificare la visita, a tal fine consiglio di chiamare direttamente il Comune di Favignana o consultare le pagine social dedicate. Altro importante aspetto è verificare le condizioni meteo marine per raggiungere e lasciare le isole.
Lo stabilimento è immenso, appena il traghetto o l’aliscafo entra in porto è il primo grande edificio che si staglia alla fine della zona costiera esposta a est, alzando lo sguardo invece l’altro simbolo di Favignana, il Forte di Santa Caterina, chiude la cima più alta dell’isola con la sua austera architettura ! Successivamente la vista si apre con la piccola baia della spiaggia della Praia e poi dell’altro immenso edificio della Camparia, posto proprio di fronte lo stabilimento, appena attracchi ecco che la sagoma di Palazzo Florio chiude questa spettacolare accoglienza, dominando il porticciolo.
Si accede al Museo percorrendo le stradine del paese, attraversando Piazza Europa, dove è sito il Municipio, si prosegue su Via Armando Diaz che, affiancando la Camparia, sbocca proprio sulla baia della Praia dove una distesa di ancore accoglie il visitatore. Poco dopo la spiaggia porta al grande ingresso dell’edificio.
Entrando a sinistra la biglietteria e a destra lo Stabulario del Centro di Primo Soccorso delle Tartarughe Marine della AMP Isole Egadi: se è aperto visitatelo, un luogo dove volontari e biologi della AMP vi spiegheranno le attività di recupero, cura e liberazione dei rettili più importanti della fauna marina del Mediterraneo, le Caretta caretta.
Nel grande atrio alberato si può già scorgere l’architettura dell’edificio, ripreso in stile liberty, come tutti gli edifici dei Florio. A pochi passi i primi malfaraggi, le grandi rimesse per barche e reti della torrana ove è possibile osservare le prime muciare.
Descrivere qui il percorso è fare un torto ai bravissimi ragazzi che, alternandosi come guide, accompagnando i meravigliati visitatori, raccontano la vita che si svolgeva qui e ogni luogo, ogni angolo, ogni stanza ha qualcosa da ricordare e trasmettere. Il percorso è ampio e fa capire le varie fasi delle attività della tonnara, luoghi unici al mondo dove migliaia di persone hanno trascorso la loro vita con sacrificio e tanta passione per il mare e per questo grande predatore instancabile che è il Tonno. Qui era pescato il Tonno Rosso (Thunnus thynnus): il re dei tonni, tipico del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico. È la specie più pregiata, celebre nel mondo per la sua carne saporita.
Mi limiterò qui a suggerirvi di non perdere i video delle testimonianze dei Rais, le mostre fotografiche e la descrizione della mattanza. All’interno c’è un bellissimo museo che tra le altre cose inerenti la tonnara contiene i famosi rostri, ritrovati nei fondali del vicino spazio di mare antistante Levanzo, che testimoniano l’efferatezza con cui si è svolta la grande battaglia delle Egadi tra romani e cartaginesi avvenuta in queste acque il 10 marzo del 241 a.C. che determinò la fine della prima guerra punica. All’interno di una sala adattata a esperienza immersiva, si proietta un filmato 3D molto coinvolgente sulla descrizione della battaglia fatta dai protagonisti Gaio Lutazio Catulo, romano, il vincitore e Annone, cartaginese, lo sconfitto.
Si occupò dei ritrovamenti dei rostri e non solo un altro grande studioso e archeologo subacqueo siciliano, purtroppo prematuramente scomparso, il Prof. Sebastiano Tusa. Tuttora si continuano a ritrovare nei fondali i resti delle navi affondate, i cartaginesi ne persero ben 50 !
Perdersi tra le grandi sale del museo e scoprire che qui sono nate le lattine del Tonno sottolio sono solo una delle tante esperienze che si possono vivere in questo luogo, che da solo vale un viaggio da ovunque voi possiate arrivare !
Buon soggiorno a Favignana, ma non dimenticate Marettimo e Levanzo che offrono altri grandi spunti di interesse culturale e ambientale.
Se vi occorre una guida o organizzare un’escursione potete contattare Giorgio De Simone, Guida Escursionistica Ambientale con partenze anche da Palermo.
Segue il video che ricorda Peppe Nue, Giuseppe Giangrasso, ultimo custode dello stabilimento e una galleria fotografica che può solo darvi un’idea della bellezza dei luoghi.



