Per Favignana il “トゥファ”, come il Tonno, è stato un bene economico primario fin da tempi remoti.
から 1700 l’estrazione della “pietra bianca”, come veniva chiamata la roccia che poi tagliata in “conci” ovvero blocchetti, per utilizzarlo nella costruzione, ha avuto un crescente sviluppo fino agli anni ’70. 私 “pirriatori” erano gli uomini che lavoravano in queste cave e che hanno lasciato le tracce dell’immenso lavoro di scavo, in gran parte manuale, 島の東部にあります. Oggi questa estrazione viene fatta in poche cave e comunque per un uso esclusivamente locale, ma fino agli anni ’70 del secolo scorso il tufo di Favignana si utilizzava in gran parte della Sicilia Occidentale. Molte antiche cave oggi sono residenze di giardini ipogei, o giardini di ville e case incastonate nella roccia. Un esempio aperto al pubblico è “Il Giardino dell’Impossibile“.
Un film che può dare un’idea del lavoro e dei problemi sociali delle cave di Favignana, girato nel 2008 per la regia di Donatella Maiorca, è VIOLA DI MARE che consiglio di guardare.
Per maggiori dettagli e approfondire ho pubblicato un apposito articolo qui: IL “TUFO” DI FAVIGNANA
In questo articolo voglio proporvi alcune passeggiate che non comportano grandi rischi e che possono essere svolte durante tutto l’anno per consentirvi di apprezzare ciò che è ancora visibile in pochi tratti della costa occidentale dell’isola.
Mezzo di trasporto sarà un bel paio di scarpe da trekking basse o al limite un buon paio di sneakers con le suole a carrarmato. La scorta d’acqua non deve mancare oltre a un panino per il pranzo al sacco e frutta per recuperare sali e zuccheri. Costume e telo mare per le soste bagno dalla primavera all’autunno.
Partiamo per la lunga passeggiata dal murales dedicato allo Zio Sarino, cavatore e pescatore di Favignana, che dedicò la parte finale della sua vita a scolpire la pietra viva e le rocce ottenendo piccole e grandi sculture antropomorfe oggi in proprietà private. L’invito dello Zio Sarino è di curarsi della propria terra e “tenere l’isola pulita” come dice il murales.
Il murales, realizzato dall’artista Mirko Cavallotto nel 2021, è posto sul lato a nord ovest delle mura in cemento armato che avvolgono l’ex carcere borbonico di Favignana, già Castello di San Giacomo, oggi in disuso.
Scendendo per la “カンパリア” a cui dedicherò un articolo a parte, anche essa eretta col la pietra di Favignana, arriviamo a ヨーロッパ広場 dove si può osservare la イグナツィオフリオの像 インクルード 1896.
I conci di calcarenite si possono ammirare nella bella facciata del 自治体. Ci spostiamo quindi verso il porticciolo per la Via Florio, superiamo la ヴィラ・フロリオ, costruita, come gran parte del paese, proprio con la calcarenite di Favignana, impropriamente chiamato tufo. Prendiamo la strada costiera o via Duilio, come volete chiamarla.
Qui possiamo osservare che la costa è “tagliata a blocchi” squadrati e il mare ha dato vita a piscine incastonate nelle cave antiche.
Tutta questa costa di nord est è stata interessata agli scavi per l’estrazione della calcarenite, le tracce sono ben visibili guardando la linea costiera che si apre verso Levanzo, adagiata all’orizzonte.

Il lungomare finisce con un curvone e alla fine c’è una strada sterrata che prosegue verso il cimitero di San Nicola, la strada costiera di Tramontana, dobbiamo percorrerla tutta per arrivare appunto a カーラサン・ニコラ, proprio dietro il cimitero.
Incontreremo lungo il cammino la centrale elettrica, purtroppo ancora a gas, che alimenta l’isola. Fino a qualche anno fa era nei pressi aperto un ipogeo importante, il sito museale della Grotta del Pozzo.

カーラサン・ニコラ è una delle poche spiagge di sabbia dell’isola e un bagno qui è qualcosa di meraviglioso, vi consiglio la mascherina per fare dello snorkeling. Rinfrescati e tonificati possiamo proseguire il cammino che io consiglio di fare a piedi perchè solo camminando si apprezzano colori, sensazioni, profumi e paesaggi altrimenti non apprezzabili, neppure in bicicletta, quindi calzate un paio si scarpe comode preferibilmente da trekking basse e vi godrete passeggiate indimenticabili.
Proseguendo sempre sulla stessa strada che a tratti diventa lastricata o cementata arriviamo allo スカーロカバロ e alla Cava di Cala Cavallo o Scaru Cavaddu come viene identificato dai pirriaturi. Qui possiamo visitare una prima grande cava con gli scivoli utilizzati per far correre i “conci” direttamente sulle barche, i tipici “schifazzi” a vela, che portavano in Sicilia i preziosi blocchi di calcarenite. La piazzola cementata ci dice che siamo arrivati ma più avanti alla fine vediamo un ingresso a volta verso la scogliera. Se entriamo con rispetto e devozione, attenzione e cautela, scopriremo un mondo altrimenti impossibile da conoscere. Qui non perdetevi perchè ci aspettano altri luoghi. Dalla partenza a qui abbiamo percorso poco più di 3 キロ, per un escursionista sono poca roba.
Uscendo possiamo optare per rientrare in paese dallo stesso sentiero, fare un anello interno oppure proseguire, dopo magari aver fatto una ricarica energetica qui allo scalo cavallo.
L’obiettivo è raggiungere la grotta (sempre artificiale perchè risultato di cava) インクルード ブエマリーノ, ma prima dobbiamo arrivare a カーラロッサ. Proseguiamo o la facciamo domani ? Fate voi… io continuo.
Le indicazioni sono chiare perchè qui le auto possono arrivare in quanto strade asfaltate e comode. Saliamo per 500 metri fino al bivio per il paese o per Cala Rossa, andiamo verso Cala Rossa. Percorriamo allo stesso livello altimetrico 1 km circa di asfalto fino alla fine dove inizia una sterrata che ci porterà dopo pochi centinaia di metri fino a カーラロッサ. Qui non consiglio di scendere perchè siamo un po’ stanchi, magari la caletta e le sue cave le possiamo visitare anche un altro giorno che dedicheremo solo a questo.
Dal bivio di ingresso alla caletta invece di scendere si prosegue verso destra percorrendo un fantastico sentiero costiero naturale, difficile da percorrere anche in bici, che vi farà conoscere il tratto costiero più suggestivo della giornata. Falesie a picco sul mare dove sono chiare le tracce delle cave, vegetazione mediterranea che con i suoi profumi e colori accompagneranno il vostro passo fino a giungere al Bue Marino. 誰, scendendo di poco su un canalone scavato nella calcarenite, raggiungiamo la grande grotta dove è possibile osservare le grandi stanze che sono state create a seguito dello scavo di svuotamento della cava.
Riposiamoci tra i flutti del mare che qui si interrompe nella frastagliata costa rocciosa, se una giornata di mare grosso lo spettacolo della potenza della natura è assicurato !

Siamo arrivati alla meta della nostra passeggiata alla scoperta delle cave ma una tappa al ritorno è quasi obbligatoria, ovvero il Giardino dell’Impossibile. Risalendo la grotta proseguiamo verso sinistra essendo arrivati da destra e andiamo nella sterrata che ci porta all’interno dell’isola qui a circa 1 km troviamo l’ingresso della cava che una famiglia ha trasformato in un posto meraviglioso. Ma chiamate prima per essere sicuri di trovare qualcuno ad aprirvi e farvi entrare.

Uscendo dal giardino rientriamo in paese passando dalla strada dove è sito il Campeggio Egad (PRENOTA QUI) e quindi arriveremo alle spalle di Favignana attraverso la Via Roma, percorrendo altri 3 km e mezzo circa.
Nei pressi come curiosità è sito uno degli alberghi più suggestivi di Sicilia: 私’Hotel Cave Bianche (PRENOTA QUI), che è anche un ristorante, incastonato in una cava di calcarenite con giardino e piscina dove ai bordi si cena in una atmosfera da favola.

In totale avremo fatto quasi 12 km ma sicuramente soddisfatti di una giornata che non dimenticheremo più per il resto della nostra vita ! L’itinerario si può effettuare anche in bike ma certo non da le stesse sensazioni di una scoperta continua quale può essere una passeggiata naturalistica.
Alla fine del giro sarà già pomeriggio inoltrato… una sosta presso il pub “Arsusa, 島の精霊” saprà farvi riprendere dai sali minerali persi durante tutta la giornata… fidatevi dei consigli di Elia e Peppe.

ジョルジョ・デ・シモーネ©写真とテキスト
Ecco l’itinerario completo su mappa:






